Errare è umano, perseverare è…….IDROMAN

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Errare è umano, perseverare è…….IDROMAN

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Quando ho visto che aprivano le iscrizione per l’edizione 2016 di IDROMAN, un piccolo brivido mi è sceso nella schiena. Soprattutto per il ricordo di sofferenza a cui ho associato il medio del 2015. Il pensiero è poi passato ad una attenta analisi degli obiettivi 2016 (medio Danzica e Ironman Barcellona) accomunati dal fatto di essere dei “piattoni” per la sezione bici, e da buona persona razionale, mi sono immediatamente iscritto alla gara con più salita del panorama italiano conscio   di cosa mi aspettava anche quest’anno. Per fortuna moglie ed allenatore mi hanno riportato alla ragione consigliandomi di fare l’olimpico…. visto che non era il caso di prendersi troppi rischi dati gli obiettivi di lungo periodo di quest’anno.

IMG_5310Le sensazioni all’arrivo in loco il sabato pomeriggio erano esattamente le stesse che ho provato alla prima accoglienza l’anno scorso: un bellissimo ambiente, poca gente ma determinata, un contesto quasi famigliare. Rispetto all’anno scorso l’alloggio era vista zona cambio e si è dimostrato moooolto strategico. Parcheggio la macchina e via per il solito toast e birretta lungolago, di rito ogni volta che si va ad Idro.  Quest’anno il percorso in bici non necessitava di sopralluoghi perché le strade e le pendenze, da un anno all’altro sono rimaste invariate (grazie a Dio!). E’ cambiato invece il mio livello di preparazione anche se non mi sono ucciso di salite nell’ultimo mese. Una preparazione dignitosa e all’altezza dell’impegno imminente.

Cena “sportiva” (la solita tristezza di pasta al pomodoro e pollo alla griglia!) e via a nanna. L’indomani cielo nuvolo ma praticabile, temperatura ottima e alle 8 già in zona cambio. Lascio bici e scarpette e bombe, e via alla partenza. Il nuoto va via liscio con acqua a livello “muta facoltativa”, compreso il tuffo per il secondo giro all’australiana dal pontile. Esco dall’acqua con un decoroso 32′ e via di bici. Le salite sono dove e come me le ricordavo, ma la gamba è più agile ed il 28 dietro lo uso solo per i tratti veramente impegnativi. Riesco a pedalare alternando 23-26 e finisco la sessione con un 21km/h di media. Anche il piedi passa veloce con una provvidenziale lepre che si è palesata alla mia uscita dalla zona cambio e che mi zampetta davanti per un intero giro. Mi sento in forma, le gambe vanno e anche il secondo giro procede a buon passo con un po di fiatone, ma alla fine strappo un 4.40 al km che mi porta a terminare l’olimpico in 3h12′.

Sadicamente la mente corre subito ad un pensiero molto pericoloso…. e se avessi fatto anche quest’anno il medio? Per fortuna c’era Mario Farsetti a tenere alto l’onore della squadra su quella distanza. Si è battuto come un eroe ed incrociarlo in bici mi ha dato grande carica. Che dire per non essere banale e fare i soliti elogi all’organizzazione che anche quest’anno ha reso la Gara ancora più perfetta… Ci vediamo l’anno prossimo per il medio 2017!

Valerio

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