Ironman: il giorno più lungo di Diego, Jon, Katja e Salvatore

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Ironman: il giorno più lungo di Diego, Jon, Katja e Salvatore

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Fatica, ore di sudore, migliaia di chilometri, sveglia presto, caldo, freddo, emozioni, ricordi indelebili: tutto questo e tanto di più è quello che circonda la preparazione per un Ironman e il giorno della gara! In tanti abbiamo condiviso in questi mesi qualcosa con i nostri compagni che si sono preparati all’Ironman di Zurigo e Amburgo, in tantissimi li abbiamo seguiti e idealmente spinti un po’ più avanti il 29 Luglio, il lungo giorno che li ha portati alla fatidica “finish line”.

A loro tantissimi complimenti per l’impresa sportiva, e un grazie a tutta l’Oxygen per il sostegno e il grande spirito di squadra!

Vi lasciamo rivivere le emozioni nel miglior modo, cioè con il loro stesso racconto.

DIEGO

28 Luglio 2018, Zurich, 7 mesi di preparazione per una unica gara…. il mio primo Ironman!!!

Coi nervi scatenati arrivo venerdì a Zurigo, per prendere il pacco gara, vedere il villaggio Ironman e fare una nuotatina coi bimbi…. il lago è freddo.. bene, cosi la possiamo usare la muta!!! Pasta party con gli altri IM-to-be e presto a letto.

Sabato, ultimo giorno della preparazione….piove, tormenta.. ottimo, la muta si usa sicuro domani.. faccio un’ultima corsetta sciogligambe sotto la pioggia e vedo la gara olimpica…..hummmm, oggi hanno vietato la muta pure con questo freddo… al pomeriggio portiamo le bici e le borse in zona cambio, ultimi dettagli da sistemare e siamo pronti per domani, il D-day!

Domenica….4 a.m. suona la sveglia, non ho dormito….ma va be, ci siamo… colazione, treno per la zona cambio e arrivo alle 5.30…. da lontano sento lo speaker… COSA??? Infatti! NO WETSUIT!!! Merd….. ma come, il lago è ghiacciato!! 24.6 gradi?? Ma cosa?? Non ce la faccio!!

Va be… ci proviamo.. al massimo mi dovranno pescare dal lago, ci prepariamo e andiamo allo start.. li c’è un cannone!!! Come a Kona!!!! I pro partono al suono dei cannoni.. il resto no L.

‘Rolling start’….con griglie di ‘expected time’.. mi metto in seconda (60’-70’).. avanti a me partono soltanto quelli che aspettano di nuotare in meno di un’ora… mi tocca.. vado… l’acqua non sembra cosi gelida.. bene.. ma.. perché c’è tanta gente?? In meno di 200 metri arrivo a un gruppo di gente che nuota A RANA!!!! Ma che cavolo…? Casino dappertutto, primo km impossibile da nuotare.. tra un po’ di boe sembra esserci più spazio.. ma queste onde? Da dove arrivano? Mi sono pure perso e arrivato all’oceano Pacifico??

Va be.. continua…. 10’ più tardi comincio a tremare.. oh, oh.. l’acqua SI era fredda… va be.. finisci questa tortura!!!!! Arrivo al traguardo, guardo l’orologio e, infatti, cacca di nuoto (quasi 4’ in più di qualunque allenamento)..dai, corri, cambiati e prendi la bici… pipì? Adesso? Va be, ma sbrigati!!!!!!

Salto sulla bici e le parole di Tommy cominciano a suonare nella mia mente… mangia, bevi e NON FARE IL FENOMENO!! Non sei Chris Froome, risparmia!!! E cosi, la litania si ripete per ben 5h 43’… comunque risparmiando energia mi godo il percorso, e il tifo di tanti svizzeri sulla strada.. bellissima esperienza…

Bici finita senza grandi problemi (fermata tecnica al WC e un po’ di dolori ai glutei inclusi) e arriva la T2 e la spaventosa maratona dell’IM!!! Il mio piano è fare come negli allenamenti.. non guardare il passo sul Garmin e correre a sensazione.

Comincio a correre, piccola salitella sul ponte e arrivo in SPIAGGIA!!!! Il percorso passa in mezzo ad una spiaggia piena di gente che fa il bagno e mangia gelati… questo dovrebbe valere per 2 km di percorso!!! Dai.. non guardare e corri.. le gambe vanno, ritmo sostenuto e mi godo i primi km, rientro sulla zona cambio e vedo un sacco di gente al traguardo, tutti urlano e lo speaker è impazzito.. è per me?? Che carini questi svizzeri…

Ma no…. 50 m dietro di me arriva il vincitore della gara, cavoli.. a me mancano 34 km… dai.. continua.. Secondo giro di corsa, le gambe girano bene e mi godo il percorso.. dò il cinque ai bimbi e parlo con qualcun altro atleta..

Mezza maratona fatta e meglio di quello che aspettavo, vediamo come va la seconda mezza. Terzo giro e comincio a sentire la stanchezza, ma comunque riesco a tenere duro, dai, manca un solo giro!!! Primi 4 km dell’ultimo giro e ancora riesco ad andare ad un ritmo onesto.

Dai mancano 6k, comincio a urlare alla gente intorno cercando un po’ di spinta… basta ´hop, hop, hop’!! VAMOS!!!!!!!!! Al penultimo ristoro c’è una marea di gente che mi fa fermare.. NOOO non posso farlo, se cammino un solo passo non potrò riprendere la corsa.. urlo, molto, a tutti… VIAAAAA, TOGLIETEVI DI MEZZO!

E così arrivo a prendere l’ultimo braccialetto di passaggio!! SIIII quasi fatta….. arrivo al tappeto rosso prima del traguardo da solo e lo speaker dice quelle parole che avevo immaginato tante volte in questi ultimi messi…. DIEGO YOU ARE AN IRONMAN!!!!!

Non mi ricordo molto bene cosa è successa dopo, mi sono seduto sul podio perché i miei figli erano lì vicino e ho cominciato a piangere come un bebè.. c’era una signora che mi chiedeva se stavo bene, e mi portava spugne d’acqua (chissà perché)…. dopo una eternità mi sono alzato e l’avventura IM è finita sotto l’acqua giacchiata (sicuramente del lago) che mi versavano due volontari.. un percorso personale molto esigente ma allo stesso tempo veramente gratificante.. da fare almeno una volta!!!

 

KATJA

La decisione di fare un IM non è stata presa velocemente. Infatti è stata una decisione di famiglia perché volevo che tutti fossero d’accordo, visto l’impegno e il sacrificio…sono stati otto mesi non facili, con problemi vari, qualche incidente e allenamenti lunghi e duri. E ce l’abbiamo fatta alla grande direi! Sono riuscita a finire un percorso unico che richiede volontà, sacrificio e più che altro la passione per questo sport di pazzi. Prima non credevo, ma l’Ironman non ti perdona e non ti regala niente. Tutti gli errori che hai fatto durante il periodo d’allenamento oppure durante la gara li paghi cash. I miracoli non esistono.

Ad Amburgo purtroppo hanno annullato il nuoto. E’ stato difficile accettare di fare “solo” un duathlon ma dopo aver corso quel giorno 50 km in tutto più 180 km di bici posso dire tranquillamente “I’m an Ironman”. Ovviamente ora mi resta da fare un IM con il nuoto….☺

Per quanto riguarda la gara è stata lunga, calda e dura. Ho deciso di gestire i primi sei km per poi fare la bici al ritmo che mi ero fissata. Il vento sul percorso ha sostituito la mancanza di salite, soprattutto nel secondo giro. Quando ho iniziato la maratona per i problemi avuti negli ultimi due mesi sapevo che non sarei riuscita a correrla tutta e il mio obiettivo era di correre più possibile. Verso il 30° km quando la testa ti dice VAI ma il corpo dice NO ho iniziato a camminare e a fermarmi sempre un po’ di più nei ristori. Quando mancavano 5 km non so come ma ho trovato la forza per ricominciare a correre. L’emozione che si prova quando passi la famosa Finish Line è impossibile da descrivere a parole. Un’emozione così forte che ti fa dimenticare la fatica!

 

JON

It is 4 o’clock in the morning. The alarm goes off, and I realize that I have actually slept a couple of hours. Not bad, more or less what I hoped for. Today is the day that I have been thinking about since 8 months earlier, when I signed up for Ironman Switzerland. I know I am well prepared, having followed the challenging training programme that Tommy sent monthly. Being a part of a group helped me through the long training period, giving extra motivation, support, and we could share the frustration of the toughest days and the joy of the good days! But this is longer than any training and it will be a very hot day.

While walking towards the start, I got a message from Diego: no wetsuit allowed in the swim!!! Our worry from the last weeks had become true. As a weak swimmer, I was definitely not happy. But I had mentally prepared for it and tried to focus on the positive. It was a beautiful morning, the water was clear, and there was a bunch of people around me, just as nervous as I was! And at least I would not lose a lot of sweat already during the swim 🙂

The rolling start didn’t leave much space between each of us, but after 100-200 meters it was better, and I did my best to remember and follow all the advices I have received from Nick, not sure if he would have been impressed… I am not particularly good (understatement) to keep a good direction in open water, but I made sure to follow other swimmers. Bummer! After 500 m, I followed a big group towards a buoy, the wrong one! When I realized, I had to swim back at least 100-150 m to the right one. The rest of the swim went better, but I got pretty cold towards the end without the wetsuit.

Out of the water and into the changing tent, I was expecting some help from volunteers, as I had the Ironman-to-be bracelet on my wrist. No one was there, but I found my bag, changed and run towards the bike. I had decided to do a full change between each leg, to be sure to wear comfortable clothes.

The air was still fresh, the adrenaline level was high, cycling is my favourite discipline and there was a battle between the legs (go faster, this is fun!!) and mind (take it easy, there are still many hours to go!!). With a rather slow swim, I was constantly passing people who came out of the water ahead of me. Having passed one, I quickly came into the 12m zone of the next one, which meant that I had to overtake within 25 seconds. It was very motivating but maybe pushed me to do the first lap a bit too fast. On the other hand I took advantage of the cooler morning temperatures. The view and the descent after the climbs were refreshing, and then we got back to Heartbreak hill, just before the end of the first lap. Towards the top it was a crowd like in Alpe d’Huez, cheering and almost blocking the road, so only one-and-one could pass at a time! Incredible!!!

The second lap was harder, starting to be a bit tired, and the temperature increasing from around 23 to 27 degrees. Passing over Heartbreak Hill for the second time, I did not have the freshness from the first lap, at the same time I wanted to get started with the biggest challenge of the Ironman – the marathon!!!

I often feel that it is easy to have a good speed in the first kilometres of a run in a triathlon; the high heart rate from the cycling drives the body forward. Not this time. Even the first km was an effort, and there were 42 of them… I don’t think I was too tired from the cycling, but probably a bit dehydrated from the heat, reaching 30 degrees during the run. The battle between mind and body changed, now the body asked for a break, while the mind pushed forward. Anything that could distract the head from noticing the state of the body was welcome! I tried to put on a smile and focused on the many people cheering, clapping and shouting! Bands playing music. Kids with “Touch here for energy” signs, they really helped!!!

The kilometres went by, the sun was baking, running in the shade was almost a treat. I got a bad cramp after 12 km, luckily it didn’t return. I grabbed as much as I could on every drinking station (about every 2 km), usually water – Enervit – coke – more water – ice cubes… Still incredibly thirsty! I managed to have some small bites in the beginning (gels, fruit, crackers), but after a while I could not swallow anything that wasn’t liquid. The tiredness of the last lap was immense, but it was a bit cooler and I managed to keep on running most of the time. Almost every muscle in the body was hurting when I could finally make the last turn towards the finish line and cross it to the sound of “Jon – you’re an Ironman”!! I was super happy to have reached my goal!! And just after the finish line, when I saw my family waving at me, I had the biggest smile that my tired muscles could manage 🙂

The next 30 minutes are rather foggy, but included a bucket of cold water, a dizzy walk out of the finishing area, lying down on a stretcher with a bag of ice cubes and then walking up the stairs to the shower, a challenge almost as hard as the Ironman itself, with legs as stiff as iron 😀 A bit recovered I could then join my family and the other guys, for food, drinks, cheering, laughing and enjoying the fact that we had succeeded after so many hours of training! It was hard to prepare for this day, but absolutely worth it!

 

SALVATORE

Ore 4:10 suona la sveglia ma io non dormo già da 2 ore. E’ il grande giorno non si può tornare indietro. Dopo una buona colazione mi dirigo verso la zona cambio a piedi, dove faccio conoscenza di altri atleti. Tutti ci chiediamo se alla fine i giudici lasceranno la muta facoltativa visto il freddo. Quello che fino a quel momento è stata una speranza viene annullata dai giudici che annunciano: NO WETSUIT !! (Maledetti Svizzeri vi odio :-)).

Dopo avere fatto un ultimo check-up alla bici e dopo aver preparato bene le borse delle altre discipline, vado verso la partenza del nuoto. Non c’è tempo ma soprattutto neanche la voglia di provare l’acqua prima della partenza perché ho un grande freddo!!!

Colpo di cannone partono i PRO. Da li a circa 10 minuti dovrò entrare anch’io in acqua. Mi concentro continuando a convincermi che riuscirò a finire la gara.

Arriva il mio turno. Entro in acqua e dopo aver preso schiaffi e pugni, riesco a conquistare il mio pezzetto di lago. Per un po’ riesco anche a divertirmi pensando che non è neanche male ,fino a quando non ricevo altri schiaffi e penso “CERTO CHE NUOTANO MALE QUESTI!!!” J Vedo l’arrivo del nuoto come un’oasi nel deserto e penso che adesso inizia la mia gara!

Vado a prendere la bici e le sussurro : piccolina non mi lasciare a piedi oggi!! E così è stato a parte una borraccia persa alla prima buca e il porta borraccia dietro perso in una discesa. Mi sono divertito tutto il tempo! C’era tantissima gente a fare tifo durante tutto il percorso e all’ultima salita sembrava addirittura di essere in una tappa del tour de France. DA PELLE D’OCA! Chiudo bene la bici e riesco a sentire mio figlio che mi fa il tifo. Altra bellissima emozione!

Arrivo alla corsa che è il mio punto forte e non mi sento neanche tanto stanco. Ho la sensazione che nulla mi può fermare ma arrivato al 3° km inizio ad avere dei dolori allo stomaco. Provo a fare respirazione, a rallentare ma niente…. il dolore mi accompagnerà per i restanti lunghissssssimi 37 km! A ogni ristoro mi bevo i miei 2 bicchieri di ghiaccio e coca cola e quasi gli chiedo anche la fettina di limone!

Arrivo al 40° km con crampi ma mi dico che ormai è fatta. Inizia a venirmi in mente il lunghissimo percorso fatto di allenamenti e sacrifici ma anche di soddisfazioni che mi ha portato fin qui. Poi imbocco l’ultimo pezzo e sento pronunciare la frase di rito “Salvatore you are an Ironman”.

Mi commuovo vedo mio figlio, in testa ho un cocktail di emozioni e un’adrenalina incredibile che porterò sempre con me. Pur sapendo che il regolamento proibisce l’arrivo con familiari, prendo Iacopo in braccio e con lui passo la linea dell’arrivo.

Cari giudici dovevo farvi un dispetto per aver tolto la muta!! 🙂

 

IM Zurich

Diego Macias 10.47.25

Jon Skoien 11.03.02

Salvaore Laganga 11.53.28

IM Hamburg

Katja Silander 12.21.36

 


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